La disponibilità è limitata solo ai piani a pagamento.

Il sistema è in grado di operare direttamente tramite il riconoscimento vocale, accelerando le risposte e rilevando le peculiarità vocali degli utenti. Tuttavia, per raggiungere l'efficacia di Siri, necessita ancora di maggiori sviluppi.

Nell'arco di un anno e mezzo dalla presentazione di ChatGPT, la domanda su perché l'assistente del nostro smartphone non sia ancora all'altezza si fa sempre più pressante.

Lunedi, il divario si è ulteriormente ampliato, con l'annuncio da parte di OpenAI di un nuovo modello denominato GPT-4o, dove la 'o' sta per Omni, che arricchisce il chatbot di nuove capacità di comprendere e creare contenuti audio, video e immagini statiche.

Questo nuovo modello promette di rivoluzionare il modo in cui interagiamo con i nostri dispositivi mobili, offrendo un assistente virtuale significativamente più avanzato.

Gli sviluppatori di OpenAI lavorano costantemente per superare i limiti dell'intelligenza artificiale, puntando ad un'integrazione sempre più naturale e intuitiva nei nostri smartphone.

L'obiettivo finale è quello di renderci la vita quotidiana sempre più semplice e interconnessa, grazie ad assistenti virtuali che capiscono e reagiscono non solo alle parole, ma anche ai toni vocali e alle immagini, aprendo la strada a un futuro di interazione uomo-macchina senza precedenti.