L'annuncio di un nuovo smartphone, il Mate60 Pro progettato da Huawei Technologies, ha riacceso un dibattito globale sulla tecnologia dei chip e sulla capacità della Cina di aggirare i vincoli imposti dagli Stati Uniti. Sebbene queste sanzioni guidate dagli USA fossero considerate efficaci, l'annuncio di questo nuovo smartphone ha messo in luce il fatto che i loro successi non sono così chiari come sembravano. Il rispetto di queste sanzioni è invece una questione complessa il cui impatto finale deve ancora manifestarsi.
Le funzionalità premium del Mate60 Pro e la sua connettività dati ad alta velocità evidenziano che il dispositivo possiede capacità wireless 5G, integrate con un processore all'avanguardia chiamato system-on-chip. Questo processore di ultima generazione è stato prodotto da Semiconductor Manufacturing International (SMIC), con sede a Shanghai. I test sperimentali indicano la capacità dello smartphone di raggiungere velocità superiori a 350Mbit/s, che sono alla pari con le velocità mobili 5G e simili a quelle offerte dagli iPhone di Apple.
L'annuncio di questa novità ha infuso l'industria tecnologica cinese con un nuovo ottimismo. Dimostra che la tecnologia costruita internamente può reggere il confronto con i concorrenti stranieri, nonostante le restrizioni regolamentari siano state inasprite sulle vendite di semiconduttori e attrezzature di produzione al paese. China Daily, un giornale sponsorizzato dal governo, ha dichiarato che le corporazioni cinesi potrebbero resistere alle sanzioni e alle restrizioni imposte dal governo americano sull'offerta di chip.
L'ultima innovazione chiamata Kirin 9000s è il chip che è stato incorporato nel Huawei Mate60 Pro. È stato progettato dall'affiliata di Huawei, HiSilicon, secondo un'indagine condotta da TechInsights. HiSilicon sostiene che questo chip è stato prodotto utilizzando un nodo superiore a 5nm, sebbene ci siano speculazioni che il processo più sofisticato a 7nm di SMIC è stato utilizzato nella sua produzione.
Questo recente conseguimento può essere considerato più un'evoluzione che una rivoluzione, provocando una celebrazione prematura a Pechino e un panico inutile a Washington. La capacità di SMIC di produrre chip meno complessi a 7nm era già nota, e questo è un miglioramento significativo rispetto al suo lavoro precedente.
Il principale svantaggio è l'aumento dei costi e la riduzione della produzione che derivano dalla necessità di strumenti aggiuntivi. Tuttavia, queste spese extra sono gestibili e possono essere mitigate aumentando l'efficienza del processo di produzione.