Inizialmente, il professore della New York University, Jonathan Haidt, è diventato molto popolare nella Silicon Valley per le sue teorie sul cosiddetto 'viziare' i giovani.
Ora propone una nuova strategia per risolvere i problemi della Generazione Z, particolarmente concentrata sull'uso intensivo degli smartphone.
Secondo Haidt, questi dispositivi hanno contribuito significativamente alla fragilità emotiva e all'isolamento sociale tra i giovani.
Propone quindi di limitare l'accesso agli smartphone fino a un'età più matura, ritardando così l'esposizione dei giovani a contenuti potenzialmente nocivi.
Questa proposta ha scatenato ampie discussioni tra educatori, genitori e professionisti nel campo della tecnologia, sottolineando la complicata intersezione tra innovazione tecnologica e benessere psicologico.
Alcuni critici sostengono che una tale misura potrebbe limitare l'accesso dei giovani a informazioni preziose e opportunità di apprendimento.
Tuttavia, sostenitori dell'idea di Haidt credono che questa possa essere una strategia efficace per rafforzare la resilienza e promuovere relazioni sociali più significative tra i giovani.