La discussione sui vantaggi e gli svantaggi di un divieto sugli smartphone nelle scuole sta diventando più accesa. Molti considerano queste regole un metodo efficace per ridurre le distrazioni e gli episodi di bullismo tra gli studenti nel contesto educativo. Tuttavia, c'è un gruppo crescente che non è d'accordo.
I critici di tali politiche sostengono che vietare l'uso degli smartphone nel contesto scolastico può ostacolare lo sviluppo di un'importante caratteristica: la capacità degli studenti di indirizzarsi autonomamente e di impegnarsi nel pensiero critico che i dispositivi elettronici possono spesso stimolare. Questa idea invita i sistemi educativi di tutto il mondo a riconsiderare tali norme rigide.
I sostenitori del divieto, invece, sostengono che quando gli studenti sono liberi dai continui bip e allarmi dei loro dispositivi personali, è più probabile che si concentrino meglio sui propri compiti accademici. Una riduzione radicale degli episodi di cyberbullismo può essere anche un risultato realistico di un divieto ben implementato.
Le prove dimostrano che il cyberbullismo colpisce molti giovani e i suoi effetti possono portare a conseguenze negative sia all'interno che all'esterno della scuola. In alcuni casi, la scuola fa da palcoscenico aperto dove gli aggressori possono molestare i loro pari, creando un ambiente di apprendimento distruttivo e tossico.
Tuttavia, i critici sostengono che queste norme potrebbero inibire il processo di autoapprendimento e di risoluzione indipendente dei problemi. Queste abilità sono considerate cruciali nel mondo moderno guidato dalla tecnologia e norme rigide contro l'uso degli smartphone potrebbero ostacolare lo sviluppo di queste caratteristiche nei discenti.
Essi ritengono che l'uso efficiente della tecnologia e dei dispositivi elettronici nelle istituzioni educative può stimolare la curiosità degli studenti e favorire un ambiente più propizio all'apprendimento. Propongono politiche più equilibrate che consentano un certo uso didattico, pur mantenendo al minimo le distrazioni inutili.